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Arese Racing Park
Collaboratori:
Architetto Chiara Lanzani
Architetto Benedicta Maria Spreafico
Luogo:
Ex Stabilimento Alfa Romeo, Arese
Anno:
2015
Il progetto nasce dall’incontro di necessità ed occasione. L’area di progetto assegnata comprende la parte ad Est della stecca impianti dell’ex stabilimento dell’Alfa Romeo di Arese; quest’impianto, sin dalla sua dismissione a fine degli anni ‘80, rappresenta una grande incognita urbana, avendo comunque un enorme potenziale. L’area in questione è stata scelta non soltanto per i motivi sopra citati, ma anche per i recenti interventi che questa ha subito in vista di Expo. Nella parte Ovest dell’area è stata prevista la riqualificazione della pista di prova Alfa Romeo e la costruzione del più grande centro commerciale d’Europa; nella parte orientale invece sono stati stati dismessi i vecchi capannoni per far posto ad un immenso parcheggio per ospitare le auto dei visitatori di Expo. La sfida proposta dal laboratorio è quella di pensare un progetto, anche fuori dagli schemi, che fornisca una valida proposta progettuale in sostituzione del parcheggio una volta finita Expo, sia capace di relazionarsi con il contesto e riesca a far fronte al prestigio del marchio Alfa Romeo, che deve enfatizzare e ripristinare. Il nostro progetto, tenendo conto del DNA del marchio Alfa Romeo e della storia dell’automobile fatta in questo luogo, vuole riprendere il tema dell’automotive, sia in chiave storica, sia in chiave tecnologica e futuristica. La nostra volontà è quella creare un nuovo insediamento in cui vita quotidiana ed artigianato specializzato coesistano perfettamente, relazionandosi con le funzioni presenti e facendo riferimento alla storia del marchio. L’Alfa Romeo, avendo un ridotto indotto, produceva in maniera semi-artigianale le proprie auto; allo stesso modo il progetto vuole riproporre un insediamento per un artigiani altamente specializzati, in differenti ambiti, i quali poi possono offrire il proprio know-how al restauro ed alla costruzione di auto, in primis quelle presenti nel vicino museo Alfa Romeo. Il progetto non è pensato come un semplice quartiere, ma come una vera propria città, una città dei motori (definizione dello stesso comune di Arese), in cui coestistono artigianato, automotive, esperienze a bordo di automobili da corsa, mostre e contest, concorsi d’eleganza; un progetto che ripropone l’atmosfera e la passione che lo stabilimento Alfa Romeo, ai tempi d’oro, aveva ispirato in ognuno in questi luoghi. Il progetto consiste nella configurazione di un parco, caratterizzato da una pista percorribile in auto, disegnata tramite un collage delle curve più famose dei circuiti di formula uno, in cui ogni tratto presenta un atmosfera relativa al paese di origine del tratto di circuito. All’interno sono presenti diversi edifici pubblici, quali un accademia di
artigianato, una biblioteca, un centro sportivo, un cinema e degli edifici espositivi multimediali e tecnologici. Gli edifici residenziali, configurati in diverse tipologie architettoniche in cui coesistono casa e lavoro, sono affiancati da edifici di più grandi dimensioni, capannoni in cui gli artigiani residenti possono svolgere attività di lavoro corali e possono usufruire di spazi e strumenti non presenti nelle proprie case-bottega. L’edificio a L, disegnato da Minoletti, è diventato tribuna per il circuito del parco e funge da collegamento tra l’edificio espositivo e la stecca impianti, trasformata in museo dell’automobile e box della pista al piano terra.









