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ENTERT(r)AINMENT
Collaboratore:
Architetto Simone Martinelli
Luogo:
Piazzale Kennedy, Varese
Anno:
2014
Il progetto si articola nella città di Varese, precisamente all’interno del centro storico del capoluogo. Lo scopo dell’intervento è restituire alla città una parte di centro storico, ora in totale abbandono, in cui sono presenti le due stazioni ferroviarie; le problematiche di degrado ed abbandono presenti collidono fortemente con l’identità reale del centro storico: coeso, vitale, denso. Nella fase iniziale di concept la città venne distinta in tre ventagli, ognuno con diverse caratteristiche: il primo più ad Ovest, con i suoi parchi e le grandi piazze legate alle funzioni pubbliche, il ventaglio centrale, molto più denso e ricco di funzioni, ed il terzo ventaglio, luogo del progetto, oggi senza una vera identità se non quella di luogo delle stazioni, confinante ad Est con la “città giardino”. Il progetto vuole tenere conto non solo di ciò che è presente nell’area di progetto e delle sue particolari potenzialità, ma vuole estendere il campo a tutta Varese, inserendo ed integrando le varie funzioni presenti in essa all’interno dell’area, la quale diventa così realmente una parte di città. Per fare ciò sono stati riconosciuti ed identificati diversi layer
funzionali, relativi alle porzioni di città circostanti; questi sono stati il punto di partenza per configurare gli spazi del progetto. Secondo Rem Koolhaas “Dove c’è il nulla tutto è possibile, dove c’è l’architettura null’altro è possibile”; partendo da questa citazione fu subito evidente quale ricchezza ed importanza avrebbe avuto un grande spazio pubblico all’interno di un centro storico denso e consolidato: la soluzione per questo
ventaglio di città era quindi la configurazione degli spazi, non la totale costruzione incontrollata. Per configurare i diversi spazi del progetto, prendendo spunto dalle considerazioni di Colin Rowe nella sua opera Collage City, venne creato un collage artistico in cui, affiancando oggetti reali ad opere d’arte, venne definito il carattere spaziale e le suggestioni che ogni parte del progetto doveva avere. Il primo layer, chiamato Play-Station, lega le due stazioni tramite una griglia ordinata, nella quale vengono inseriti piccoli oggetti commerciali e di carattere artistico. Il layer successivo è chiamato Ingresso, in quanto corrisponde all’accesso alla città tramite il treno; questo è organizzato con grandi corti colorate e padiglioni collegati tramite un ponte all’ospedale pediatrico presente dall’altro lato dei binari. Il terzo layer, la Training Square, converte un binario morto della stazione in un grande passaggio pedonale, aumentando il flusso di persone ed attività all’interno del progetto. La Città Giardino, il quarto layer, collega i due sistemi residenziali con grandi giardini a Nord ed a Sud dell’area, definendo nell’incrocio tra i due un grande parco libero affiancato da orti urbani ad Est. Infine l’ulitmo layer, la Blackboard (Lavagna), riconfigura l’esistente distesa di asfalto nero adibita a parcheggio in una grande piazza in continuo mutamento, disegnata dalle luci poste a terra, riassumendo così molteplici spazi pubblici in un luogo solo.


















