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Nuova accademia di Brera
Collaboratore:
Architetto Movses Hambardzumyan
Luogo:
Largo Quinto Alpini, Milano
Anno:
2015
Il progetto prevede la realizzazione della nuova sede dell’Accademia di Brera a Milano. L’attuale accedemia, costretta in edifici non più in grado di ospitarla quantitavivamente e qualitativamente, necessita, così come a noi spiegato da alcuni docenti e rappresentanti della scuola braidense, di un nuovo organismo universitario, nuovi spazi, nuove interazioni con la città, nuova vita. La sfida proposta è quella di realizzare tale ateneo nell’area delle caserme Mascheroni e Montebello, poste come anello di congiunzione tra City Life e Parco Sempione, vicino a grandi infrastrutture cittadine, come la stazione di Milano Cadorna, e tangente la cerchia dei bastioni milanesi; un area centrale, ricca di opportunità ed occasioni, per accogliere un emergenza cittadina della portata della Accademia di Brera. Il progetto di divide in due aree: l’area più a Est è destinata a residenza libera, parco e centro sportivo, recuperando la caserma Montebello e trasformandola in albergo; l’area rimanente contiene tutto il complesso universitario Braidense. Tenendo conto delle preesistenze, cioè il panificio militare (edificio a L rovesciata) e la caserma Mascheroni (edificio in linea posto sul limite Ovest dell’area), è stato disegnato il masterplan di progetto: l’università è pensata come un vero e proprio organismo, composta da edifici differenti e separati tra loro, ognuno dei quali contiene un dipartimento accademico o una determinata funzione. Tutto il sistema universitario è legato dallo spazio aperto: questo consente di restituire alla città una porzione una volta completamente introversa e chiusa da mura di cinta; attraversando l’area è possibile inoltre visitare non solo luoghi espositivi dell’accademia, ma anche osservare i luoghi di produzione dell’arte. L’edificio centrale, pensato come baricentro delle masse del progetto, ospita le funzioni principali dell’accademia (aula magna, aule per simposi, area espositiva, biblioteca universitaria, ristorante), ed è configurato come un blocco scavato dai flussi da noi pensati all’interno del progetto; è un edificio in cui vi è una compenetrazione tra interno ed esterno, tra spazio pubblico e spazio interno, in cui la vita dell’accademia si mostra alla città.

















